L’Hina matsuri oggi: come è cambiato rispetto al passato.

In Giappone, il tre di marzo, si celebra l’Hina matsuri: una festa attraverso cui si augura salute e felicità alle bambine e una delle cinque antiche feste stagionali del Giappone di cui abbiamo già visto Tanabata e la festa del crisantemo.

Nei giorni che precedono l’Hina matsuri, le famiglie in cui ci sono bambine, espongono in casa le Hina, cioè degli oggetti a forma di bambola atti ad attrarre e ad ospitare temporaneamente i kami protettori della casa. In cambio dell’ospitalità i kami tuteleranno la crescita e la salute delle bambine.

Puoi leggere il post sulle caratteristiche e il significato delle Hina.

A differenza di altre feste che hanno perso fervore nei secoli, l’Hina matsuri è ancora molto sentito da mamme e bambine e il ruolo delle Hina è rimasto immutato rispetto al passato.

I nonni materni comprano una coppia di Hina quando nasce una nipote, ma il modo di celebrare questo matsuri è profondamente cambiato a causa dei mutamenti dello stile di vita.

Un’analisi storica dell’evoluzione dell’Hina matsuri esula dallo scopo di questo post. Qui vi spiegherò quali sono le maggiori differenze fra il matsuri di ieri e quello di oggi, basandomi sulle testimonianza di persone ultra anziane.

Cambiamenti nel modo di esporre le Hina

Il dankazari, lo si usa ancora?

Nozaki-residence-hina-meguri
Dankazari a sette piani nella residenza Nozaki (Kojima)

Un elemento diventato simbolo dell’Hina matsuri è senza dubbio la scala a più gradini, coperta da un drappo rosso, sulle quali sono poste la coppia delle Hina (dairibina) e altri elementi corollari.
Questo apparato nel suo complesso si chiama dankazari e quello con effetto più scenografico è a sette gradini.

La mamma aveva fatto le Hina di stoffa e le esponevamo sulla cassettiera

Signora Yasuko (80 anni)

Come ci insegna la signora Yasuko, un tempo, le fasce povere non potevano permettersi delle Hina artigianali, né tantomeno un dankazari.
Tuttavia, negli anni del boom economico compresi fra il 1955 e il 1980, l’acquisto dei sette gradini subì un notevole incremento e sempre più famiglie ne possedettero uno.
Non solo l’agiatezza economica ma anche l’ampiezza delle camere nelle case tradizionali rendeva possibile ospitare questo apparato decisamente voluminoso.
Oggi, con il progressivo rimpicciolirsi dell’area abitabile degli appartamenti, i dankazari tradizionali si sono ridotti a cinque o a tre piani.

Hina-meguri-festa-bambine

Più spesso l’esposizione delle Hina, si limita alle sole dairibina davanti a un byōbu dorato (paravento) e bombori (lumi). Questa forma si chiama Shinnokazari.
Alternativamente, le Hina e le altre figure stanno tutte insieme su uno stesso piano.
Alle ragioni di spazio si aggiungono quelle economiche. L’apparato completo di fattura artigianale costa molto e spesso si opta spesso per soluzioni più economiche.

Oggi e di moda andare a fare Hina meguri

Le famiglie che non intendono più esporre il dankazari o che non hanno esponenti femminili nella loro famiglia, a volte, li donano alla città, che li espone durante l’Hina meguri.
L’Hina meguri è un evento atto a promuovere il turismo locale in cui Hina, spesso vintage e antiche vengono esposte nelle case storiche e nei loro giardini, negli edifici pubblici o dietro alle finestre della gente comune. In questo modo Hina, che sarebbero chiuse in armadi e soffitte possono ancora essere ammirate.

Sul link al mio video in you tube potete respirare l’atmosfera dell’Hina meguri.

È bello intravedere i dankazari dietro alle finestre delle case dei primi anni del XX secolo con il vetro spesso e disuguale.
Mi piace anche vedere le Hina nelle case antiche semi buie. La luce fioca dei bombori crea un’atmosfera romantica e le Hina sembrano muoversi nella luce tremula e soffusa.

Quando le stanze sono ampie, moltissimi dankazari vengono posti tutti in fila lungo le pareti a formare una sorta di anfiteatro rosso, il tutto ornato con temari e tsurushi, figure di stoffa cucite a mano e attaccate a dei fili che pendono da un supporto circolare.
Non mancano le bambole Ichimatsu, che oggi come allora vengono regalate alle bambine in occasione dell’Hina matsuri.

Si fa ancora merenda con le amiche nel giorno dell’Hina matsuri?

Nel giorno dell’ Hina matsuri, io e le amiche facevamo una festa. Giocavamo, cantavamo e mangiavano dolci. Mangiavamo arare *di tre colori e bevevamo amazake*

Signora Yasuko (80 anni) *Amazake è una bevanda dolce a base di riso fermentato e arare sono palline di farina di riso e zucchero fritte.
merenda-Hina-matsuri

Nei paesi occidentali, uno degli stereotipi più diffusi legato all’Hina matsuri è quello delle bambine, che fanno merenda insieme, vestite in kimono.
Per quanto riguarda il vestire in kimono durante la merenda, pare che non fosse neanche abitudine della signora Yasuko, tanto tempo fa.
Oggi il prolungarsi dell’orario scolastico e delle attività extra scolastiche fino al tardo pomeriggio ha sottratto tempo alla merenda con le amiche.

L’ Hina matsuri, pertanto, lo si festeggia nelle scuole materne ed elementari cantando canzoni tematiche nella classe addobbata con fiori di carta e disegni delle Hina. Alla mensa scolastica o nell’ora della merenda viene offerto del cibo tradizionale. 

Il cibo tradizionale dell’Hina matsuri: colori e simbolismo

Alla sera facevo una cena speciale con i miei genitori e con i nonni, che vivevano nella mia stessa casa. Preparavamo sushi* a forma di palla e decorato con qualcosa di rosa. Lo davamo in offerta alle Hina. 

Signora Yukie (90 anni)

*Il termine sushi indica riso condito con aceto di riso particolare e non riso con pesce crudo come a volte si intende nei paesi occidentali.

Pare che la tradizione culinaria dell’Hina matsuri sia una vera roccaforte, che ha resistito al mutare dei tempi!
A merenda, nelle scuole materne vengono offerti amazake e arare

arare-dolci-riso

I dolci tipici rispettano ancora i tre colori simbolici dell’Hina matsuri: rosa, verde e bianco.
Il rosa è il colore dei fiori di pesco ed è di buon auspicio; il verde rappresenta la longevità e la forza vitale delle piante; il bianco rappresenta la neve ed è simbolo di purezza. Se compare il giallo i colori rappresentano le quattro stagioni 

Sebbene non si faccia più merenda con le amiche, viene osservata ancora la cena con i nonni o fra i soli componenti del nucleo famigliare. Anzi, la cena, oggi, diventa l’unica vera occasione per festeggiare in casa l’Hina matsuri.

Le mamme dicono che con la riduzione del numero delle case abitate da più generazioni, la cena dell’Hina matsuri è poco curata per mancanza di tempo e, soprattutto, della forza catalizzante dei nonni.

Spesso si ricorre a cibi già pronti e confezionati per l’occasione. Tuttavia, comprati o fatti in casa che siano, i cibi della cena dell’Hina matsuri sono ad alto valore simbolico.
Non mancano mai una minestra di miso (soia fermentata) con le vongole (simbolo di vita coniugale duratura e felice), riso sushi condito con radici di loto (il fiore della purezza), uova di salmone (fertilità) e frittata dolce tagliata a strisce molto fini. Quest’ultimo piatto ci chiama chirashi sushi (pronuncia cirasci susci).

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