Al tempio di Anyoji riposa una principessa nel silenzio della campagna

Il tempio buddista di Anyoji è sicuramente uno di quei piccoli templi poco conosciuti del Giappone che celano una storia degna di essere raccontata.
Il tempio si trova in un villaggio immerso nel verde della campagna ed è a pochi metri dalla Izumo kaidō, l’antica strada che ho percorso alla ricerca di ciò che è rimasto dei tempi passati.


Al tempio di Anyoji regna la pace e il silenzio. L’odore della vegetazione circostante è pungente.
Le piante, qui, crescono rigogliose e prendono il sopravvento sulla continua opera della signora addetta alla loro cura.
Le statue del tempio, forse di arenaria, sono incrostate di licheni e l’erosione del tempo conferisce loro un aspetto fragile e un po’ grottesco.

Ma veniamo alla storia da raccontare… In questo tempio tranquillo riposa la figlia dell’imperatore Godaigo, che morì a soli 24 anni intorno all’anno 1340. La sua tomba è di proprietà della famiglia imperiale, come tutte le tombe reali.

tomba-principessa-imperiale

L’ imperatore Godaigo aveva percorso parte della Izumo kaidō (che allora non si chiamava così) nel suo viaggio da Kyōto verso l’esilio nell’arcipelago delle isole Oki, un esilio impostogli dallo shogunato di Kamakura nel 1332.
A quel tempo, la figlia dell’imperatore* aveva 16 anni e cercò di andare clandestinamente con il padre ma, scoperta nei pressi di Yonago, le fu impedito di continuare.
Fu cosí che la principessa, invece di rientrare a Kyōto, decise di fermarsi nel tempio di Anyoji come monaca. Il padre un anno dopo riuscì a ritornare a Kyōto, ma la principessa volle rimanere nel tempio di Anyoji dove morì sette anni dopo di malattia.

*In alcune traduzioni dal giapponese o dall’inglese troverete scritto la principessa Naishinnō come se Naishinnō fosse il nome proprio della principessa ma non lo è. Naishinnō è il titolo nobiliare della figlia di un imperatore.

La leggenda della castagna morsa dalla principessa

Racconta la leggenda che mentre Naishinnō era ospite del tempio Anyoji le furono regalate delle castagne, ma lei non fu capace di pelarle perché una principessa, normalmente, non pela castagne. Allora ne morse una e la seminò come augurio per il ritorno del padre. Da quella castagna nacque un albero le cui castagne avevano il segno di un morso. Il castagno non esiste più ma il desiderio della principessa di rivedere il padre divenne realtà.
Godaigo, dopo due anni di esilio, riuscí a scappare e a ritornare a Kyōto, ma la principessa volle rimanere nel tempio di Anyoji.

Note storiche: Godaigo l’imperatore a cavallo fra due periodi storici del Giappone

L’imperatore Godaigo fu esiliato per le trame di ripristinare nelle sue mani il potere politico ormai completamente incentrato sulla figura dello Shogun.

A partire dal XIII secolo, gli imperatori non completamente sottomessi allo shogunato di Kamakura venivano esiliati nell’arcipelago delle isole Oki (regione di Shimane). Queste isole erano impervie e remote ma offrivano una qualità di vita relativamente accettabile. Per quest’ultimo motivo erano scelte per l’esilio degli imperatori.

Dopo due anni di esilio Godaigo riuscí a scappare (si dice sepolto sotto un carico di pesce secco di una barca di pescatori) e, tornato a Kyōto, ristabilì brevemente il potere imperiale sconfiggendo lo shogunato di Kamakura.
La politica dell’imperatore Godaigo escluse i samurai dall’ordine politico senza alcun compromesso e non molto tempo dopo l’imperatore venne sconfitto dal clan Ashikaga e il periodo dello shogunato Ashikaga ebbe inizio.

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