Il mare della vita nei giardini del complesso Daitokuji a Kyōto

Sedersi al mattino sull’engawa dei templi del complesso Daitoku ji in Kyōto è concedersi una parentesi fuori dal mondo. Guardare i giardini di pietra stimola spesso in me riflessioni, che esulano dal significato reale dei giardini stessi.

I fiumi di pietra scorrono placidamente celando la loro forza reale.
Lascia che scorrano dentro di te e fuori di te… E il dentro e il fuori non avranno più senso, perché saranno una cosa sola.

I fiumi di pietra lavano, purificano, leniscono, rigenerano. È il flusso della vita con la sua bellezza e con i suoi incidenti. La nostra vita costellata di dubbi che la turbano, come le gocce di pioggia perturbano la superficie del mare.

Quei giardini, ai miei occhi, divengono la vita con le sue pietre miliari, con i nostri punti fermi, le nostre certezze.
Si trasformano nella vita degli approdi interiori, quella dei travagli, delle tempeste o delle onde che la rendono interessante.

La nostra vita fatta di muschio e di pietre, di duro e di soffice. Di linee dritte e oblique al cui capo prima o poi dovremo arrivare.
Fatta di spazi infiniti, che ci danno respiro ma contemporaneamente ci impauriscono e di spazi limitati, che ci danno sicurezza eppure ci soffocano.
Fatta di spazi aperti, che sbirciamo stretti dalla morsa delle nostre abitudini.

La nostra vita fatta di tanti sassolini, nessuno importante, nessuno indispensabile.
Quei sassolini che presi uno per uno non reggono il paragone scenografico con i sassi grandi ma che tutti insieme formano un giardino bellissimo

Chi e cosa sono i sassi grandi … E quelli piccoli…
E per te, nel mare della tua vita…
Che cosa sono…

Il mercato insolito di Okayama e la colazione alternativa per i mattinieri della domenica

Andare a girare fra le bancarelle del mercato di Kyōbashi, sull’argine del fiume Asahi a Okayama, è un’esperienza da non perdere.
Il mercato alimentare di Kyōbashi, infatti, è decisamente fuori dal comune e la sua peculiarità sta nell’orario: dalle 5 alle 10 del mattino della prima domenica di ogni mese.

stand-curry-spezie

Al mercato, la gente beve il caffè, mangia delizie culinarie e torte artigianali, e compra prodotti locali.
Insomma, un’occasione veramente unica per chi è mattiniero alla domenica!

D’inverno, alla mattina presto, il mercato di Kyōbashi pare fluttuare nella nebbia che si alza dal fiume. Le luci fioche delle bancarelle rendono l’atmosfera romantica e l’aroma del caffè è una calda coccola.
In Giappone il caffè è molto popolare. Lo si beve all’americana, ma anche fatto con la moka… E la Bialetti lungo al fiume non manca mai!

Dai! Andiamo a farci un giro insieme!

Quando il sole è ormai alto, il mercato brulica di gente e le bancarelle mostrano i loro colori ridenti.
I pentoloni con minestre e riso scintillano al sole e l’aria si riempie di profumi. 
Sono i profumi del mondo: quelli del curry tailandese, della pizza, del pesce e della carne arrosto.

Lo stand del pizzaiolo è fra i più popolari. La sua pizza margherita è proprio come piace a me. Davanti al suo stand, una fila interminabile di persone aspetta che le pizze vengano cotte a una a una nel piccolo forno. Tutti aspettano il proprio turno con l’acquolina in bocca e senza mai mostrare impazienza. 

Segue la spaghetteria. Da un pò di anni, qui in Giappone, è di moda la pasta condita nella forma di parmigiano: la parmeana.

venditrice-furikake
Venditrice di furikake. Un go costa 500 yen.

La signora che vende i furikake (preparati a base di alghe e pesce secco da mettere sopra al riso bianco) non pesa il prodotto con la bilancia, ma riempiendo una scatola di legno standard: il masu (pronuncia mas).

Il masu da lei usato contiene un go, unità di misura che equivale a 180 ml. La venditrice fa buon peso riempiendo oltremisura il masu.

E poi ci sono gli stand del pesce in crosta di sale e quelli degli yakitori, spiedini di pollo alle spezie cotti alla brace.
C’è il signore che fa takoyaki (palline di pastella con polpo e condite con pesce secco, alghe e ginger) e quello che vende una versione molto originale di okonomiyaki con l’uovo dentro.

Seguono i banchi della verdura fermentata della tradizione coreana (Kimchi), gli shumai cinesi, i frullati brasiliani…E tante altre leccornie, da non finire.

Sulle rive del fiume Asahi, la gente si siede e guarda l’acqua scorrere mentre mangia e conversa, i bambini schiamazzano da tutte le parti, ma alle undici del mattino di questo mercato della domenica dal cuore pulsante non rimane né traccia né, soprattutto, cartaccia.

L’arte dei mizuhiki: una lunga tradizione fatta di fili di carta washi.

I mizuhiki sono stringhe di washi, la carta tradizionale del Giappone, rivestiti di seta o, più di recente, di altro materiale come carta, lamé o materiale plastico. Vengono usati come elemento decorativo da secoli.

Per diventare mizuhiki, la carta giapponese viene tagliata in strisce sottili e ritorta strettamente a formare dei fili duri ma estremamente flessibili con cui vengono prodotti nodi artistici e composizioni tridimensionali di notevole impatto visivo.

I mizuhiki arrivarono in Giappone dalla Cina intorno al 600 d.C. come ornamento per un dono destinato all’imperatore. Erano rossi e bianchi in segno di buon auspicio per il viaggio di ritorno a casa degli emissari Giapponesi.

mizuhiki per regalo stampati su carta

Da allora, perdura la tradizione di adornare doni importanti con mizuhiki rossi e bianchi ma, negli ultimi vent’anni, è diventato sempre più difficile vedere pacchi ornati con mizuhiki veri.
Essi sono stati sostituiti da linee stampate e di effetto estremamente povero, come quelle in figura.

Oggi, i mizuhiki vengono principalmente usati per adornare i biglietti di auguri entro i quali si avvolgono regali in denaro. La quantità di denaro che si inserisce e il livello di elaborazione della decorazione sono proporzionali.


I biglietti di matrimonio sono decorati con aironi, simbolo di vita coniugale duratura, e/o nodi difficilmente scioglibili.


I biglietti per la celebrazione delle nascite e altri eventi felici hanno come motivo fiori o nodi facilmente scioglibili perché gli eventi belli possano ripetersi.

L’etichetta del colore in Giappone prevede l’uso del bianco e rosso per eventi lieti e congratulazioni, a cui si aggiunge l’oro nei matrimoni.
Mizuhiki argentati, bianchi e neri vengono usati per espressioni di cordoglio, insieme a nodi stabili.

Con i mizuhiki si possono fare creazioni tridimensionali di notevole valore artistico e tecnico.
La combinazione di buon auspicio, lunga vita e resistenza alle avversità simboleggiati da pino, airone e tartaruga sono ancora oggi regalati dal futuro sposo alla famiglia della sposa nel giorno del fidanzamento.

orecchini artigianali fatti con mizuhiki multicolore intrecciati

La richiesta di sculture di mizuhiki sta calando vertiginosamente ma nuovi impieghi stanno nascendo.


Uno di questi è la fabbricazioni di gioielli, come questi orecchini fatti da me…

Come è fatta una minka, la casa tradizionale del Giappone rurale

Oggi vi parlo di un gioiello dell’architettura tradizionale del Giappone: le minka.
Il termine minka significa casa vernacolare (民家 min-ka significa: gente comune-abitazione) e, in particolare, indica la casa del Giappone rurale contrapposta alla machiya, la casa urbana.

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Oggi vi parlo di un gioiello dell’architettura tradizionale del Giappone: le minka.
Il termine minka significa casa vernacolare (民家 min-ka significa: gente comune-abitazione) e, in particolare, indica la casa del Giappone rurale contrapposta alla machiya, la casa urbana.

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