Forma e significato delle decorazioni tradizionali d’inizio anno in Giappone .

In Giappone, dal 26 di dicembre e per le prime due settimane di gennaio vengono esposte decorazioni tradizionali dal significato peculiare: kadomatsu, kagami mochi e shimekazari.

Le decorazioni per l’anno nuovo in Giappone non sono “semplici decorazioni” ma oggetti legati al culto shintoista atti a onorare e ospitare la divinità Toshigami.


Toshigami è un kami (divinità) legato al culto ancestrale del riso e dell’abbondanza ma che incarna anche la divinità che protegge il focolare domestico e quella che protegge l’anno appena iniziato. D’altronde nel mondo agricolo di un tempo abbondanza del raccolto in riso, salute e benessere della famiglia erano di fatto strettamente legati.

offerta-riso-Toshigami

Ancora oggi, il legame fra i riti legati alle festività d’inizio anno e il culto del riso è evidente. Nelle case delle persone anziane vengono poste offerte in riso a Toshigami, di questo cereale è fatto il kagami mochi e nei shimekazari compare spesso un fagotto di riso avvolto nella paglia, cosí come lo si trasportava e donava una volta.

Ma vediamo ora le decorazioni giapponesi d’inizio anno una a una:

Il kadomatsu è la casa per Toshigami

Il Kadomatsu è una composizione di piante, che viene esposta da sola o in coppia allo stipite delle porte o dei cancelli di edifici pubblici e privati. L’elemento indispensabile è il pino perché è dai rami del pino che il kami Toshigami viene attratto ed è nei rami di pino che la divinità dimorerà temporaneamente.
In cambio colui che ha offerto dimora e ospitalità al kami ne riceverà la benevolenza.

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Tre steli di bambù sono posti a tre altezze diverse secondo un rapporto 7:5:3 e un ordine rispetto allo stipite della porta che ne determina l’uso in famiglia o nel business.

Verranno poi bruciati in un falò (dondoyaki) insieme alle altre decorazioni d’inizio anno nei templi shintoisti per liberare il Kami fra le fiamme.

Un Kadomatsu grande e ricco costa molti soldi e spesso a livello famigliare ci si accontenta di piccoli kadomatsu comprati o fatti da sé.

Simbologia degli elementi del kadomatsu

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Kadomatsu casalingo con senryo

Come abbiamo appena visto il kadomatsu è composto da pino e bambù e a questi elementi si affianca spesso il pruno. Bambù, pino e pruno noti come “i tre amici dell’inverno”: piante che resistono al freddo incarnando il concetto di resilienza e vittoria contro le ostilità.
Lo stelo del bambù cresce dritto, si piega ma non si spezza e quindi rappresenta la forza che vince sulle avversità. 
Il pino è longevo; i fiori del pruno fioriscono a fine inverno, quando fa ancora molto freddo e indicano il cambiamento e la vittoria sui rigori della vita.

Si aggiungono il sen-ryo e man-ryo, due piante di notevole impatto scenico con le loro numerose bacche rosse. Il ryo era l’unità di misura del periodo Edo e il loro nome significa rispettivamente mille e diecimila ryo. Credo che siano d’augurio di prosperità economica.

Kagami mochi è l’offerta alla divinità Toshigami

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kagami mochi, mandarini e shibugaki

Anche Kagami mochi come il kadomatsu è uno yorishiro cioè un oggetto atto a ospitare in se una divinità.
Kagami mochi è fatto con il riso della qualità mochi, un riso colloso che può essere ridotto facilmente in pasta quando bollito e pestato adeguatamente. Il mochi viene modellato nella forma che vedete nella foto, composta da due unità una sopra l’altra. Ha sopra di esso un daidai.

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Confezione di kagami mochi in vendita al supermercato

Il daidai (橙) è un agrume molto amaro il cui nome ha la stessa pronuncia di 代代 che significa “generazione” e quindi si pensa che porti prosperità e figli di generazione in generazione.

Un tempo il kagami mochi veniva fatto in casa. Oggi in casa si usano dei mini kagami-mochi comprati al supermercato.

L’undici di gennaio, il mochi viene fatto abbrustolire per liberare il kami (così come il kadomatsu viene bruciato nei templi) e mangiato nello zenzai (minestra di fagioli azuki dolce).

Shimekazari per scacciare il male

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Shimekazari o shimenawa viene appesa alla trave della porta di casa. Serve a tenere lontano gli spiriti malvagi e a coadiuvare l’entrata del kami nella casa. Occorre metterlo in posizione elevata in modo da passarci sotto.
Shimekazari ha una nawa cioè una corda di paglia che nella religione shintoista delimita il mondo sacro da quello profano tenendo fuori gli spiriti malvagi e attirando dentro quelli divini. Accanto alla nawa possono esserci fogli bianchi di carta piegata (shide) con lo stesso significato simbolico. Inoltre, rientrano fra i componenti degli shimekazari altri elementi decorativi di buon auspicio fra i quali: il daidai, il pruno, l’airone e i fagotti di riso avvolti in paglia.