L’assenza del collaboratore scolastico nelle scuole giapponesi e il suo impatto sociale

Il Giappone è noto a tutti per il rispetto e la pulizia che la gente dedica alle cose pubbliche.
È consueto, infatti, vedere la gente togliere le erbacce dal ciglio dei marciapiedi o ripulire giardini senza aspettare l’intervento delle amministrazioni.
Questi comportamenti sono, a mio parere, frutto dell’educazione scolastica ricevuta in tenera età.

In Giappone, infatti, la scuola viene tenuta pulita interamente dai bambini.
In altre parole, non esiste la figura del collaboratore scolastico, una volta si diceva bidello o la bidella. Mi scuso sinceramente con chi quotidianamente prodiga energie e professionalità per tenere pulite e funzionali le scuole italiane, ma credo che credo tale assenza giochi una parte fondamentale nella crescita dei bambini.

In Giappone, il tenere pulito il luogo delle proprie attività viene insegnato, nelle scuole elementari, come dovere cooperativo, collettivo, che potrà (o no) sfociare in senso di responsabilità e dovere personale.
La pulizia fatta tutti insieme, inoltre, rafforza nei bambini il sentimento di appartenenza alla classe e alla scuola.

Gli scolari, diventati adulti, spesso trasferiscono l’insegnamento ricevuto quando occupano un ruolo leader: per esempio quando allenano una squadra sportiva o quando sono a capo di attività ricreative.
Mi ricordo, a riguardo, lo spogliatoio lasciato lindo ai mondiali di calcio dalla nazionale giapponese e i tifosi che pulivano lo stadio prima di andarsene.

Ma vediamo più in dettaglio cosa fanno i bambini nelle scuole del Giappone.
Ciò che vi racconterò schematicamente può non avere valore generale, si basa sulla mia esperienza.

Organizzazione delle pulizie nella scuola giapponese

Nelle scuole elementari del Giappone, le pulizie e altri servizi vengono fatti dagli scolari a partire dalla prima elementare, sotto la direttiva degli insegnanti e senza esclusioni di zona. Nelle scuole medie e superiori gli alunni sono indipendenti.

Organizzati in gruppi, i bambini, dopo la refezione, puliscono le scarpiere (non si entra a scuola con le scarpe), i pavimenti della classe e del corridoio di fronte ad essa.
Gli alunni della quinta e della sesta elementare puliscono i gabinetti e, in alcune scuole, badano agli animali, spesso conigli.

Nel pomeriggio, i bambini e i ragazzi del gruppo extra-scolastico dell’igiene e pulizia ispeziona la scuola per individuare i punti critici su cui intervenire subito o quando si faranno le grandi pulizie, alla fine del quadrimestre.
Il gruppo dei mini giardinieri bada alle aiuole.

Quando ci sono degli eventi, come assemblee o rappresentazioni, che normalmente si tengono in palestra, sono i bambini a ordinare le sedie e poi a rimetterle a posto e ripulire l’ambiente.

Non esiste la mensa scolastica nelle scuole dell’obbligo del Giappone e i cibi vengono portati in classe direttamente dalle cucine dai bambini incaricati.
Muniti di appositi cappello, grembiule e mascherina, servono prima i pasti speciali per i bambini con allergie e intolleranze sotto strettissima sorveglianza degli insegnanti e poi tutti gli altri bambini.

La pulizia della piscina (nuoto fa parte delle discipline di educazione fisica ) è un’occasione per raccogliere le larve delle libellule, che in classe saranno accudite fino alla fine della metamorfosi.

4 pensieri riguardo “L’assenza del collaboratore scolastico nelle scuole giapponesi e il suo impatto sociale

  1. Anche io penso che si insegnassero queste cose anche nelle nostre scuole fin dall’infanzia, ci sarebbe più rispetto per tutto. Sia per le persone che per le cose. Amo questo aspetto del mondo giapponese.

  2. penso che se certe cose si facessero anche qui in Italia il rispetto per le cose altrui o di tutti ne trarrebbe giovamento. Invece si assiste a genitori che ridono del fatto che i figli abbiamo urinato nel bagno della scuola al di fuori del water perché tanto pulisce la bidella… Tutta un’altra educazione.

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