Vivere l’ estate in Giappone attraverso i cinque sensi


Vedremo invece in questo post come i Giapponesi abbiano perfezionato l’arte di percepire il fresco attraverso i cinque sensi e come l’estate abbia odori, sapori e colori particolari.
Purtroppo il coronavirus ha tolto all’estate giapponese i colori dei matsuri, le serate dei fuochi artificiali interminabili ma molto rimane da mostrarvi e non può essere certamente esaurito con un singolo post.

Vivere d’ estate in Giappone è particolarmente difficile a causa della temperatura e dell’umidità molto alte. Vi ho già parlato in un post di come d’estate i sudare e le cortine naturali facciano comparsa per fare ombra e per fare circolare il fresco in casa. Il loro uso viene cosadiuvato da colori e suoni come vedremo di seguito.

Il suono del furin è messaggero del vento

Un’orchestra di furin
Campanelle di vetro e metallo con striscia di carta appesa al battacchio

Il furin forse è l’oggetto più adatto per comprendere cosa sia la ricerca del fresco attraverso i sensi.

Passeggiando per le strade del Giappone o visitando i templi in estate è facile sentire un tintinnio dolce e acuto: è il suo suono.
Il furin è una campanella fatta di vetro, metallo o ceramica al cui battacchio è legata una striscia di carta.
La carta mossa dal vento sposta il battacchio e provoca il suono. È il suono del vento che arriva!

Nella calura dell’estate, il tintinnio prelude alla percezione del movimento dell’ aria creando aspettativa e evocando sensazioni di fresco.
(Ma quando si scoppia, si scoppia e basta!)

In Giappone, l’ estate odora di zampirone.

porcellini porta zampirone asagao furin e sudare

L’ odore dello zampirone accompagna le serate passate seduti sull’ engawa a guardare il giardino.

Lo zampirone sta dentro al porcellino porta-spiraletta, tanto grazioso e spesso decorato con un motivo a spirale.

Lo zampirone si addice agli ambienti aperti della casa tradizionale ed è usato molto dagli ultra-anziani. Sapete perché?

Perché fino a dopo la seconda guerra mondiale il Giappone era il maggiore paese esportatore di piretro al mondo. La produzione di zampirone iniziò nel 1890 e raggiunse il suo picco intorno al 1950. Allora, attorno al mare interno di Seto il piretro era coltivato intensivamente.
Poi ,dopo la guerra, arrivarono gli insetticidi chimici e la fame e la coltivazione industriale di piretro cessò. I campi vennero usati per coltivare piante che generassero cibo.

Il kakigori: fresco al gusto, al tatto e alla vista

Coppe con ghiaccio tritato frutta e sciroppo verde e bianco

Nelle estati giapponesi non può mancare il kakigori.

La parola kakigori deriva da kakeru (versare sopra) e kori, ghiaccio. Quindi il kakigori, detto in modo semplice, è ghiaccio tritato con sciroppo colato sopra e quando è più elaborato contiene pure frutta fresca e fagioli azuki dolci.


Ma occorre gustarlo per comprenderne a pieno la meraviglia. Il kakigori fa sentire l’ estate con la vista, il tatto e il gusto.

Stendardo del kakigori con ideogramma del ghiaccio in rosso a sfondo bianco e bordo e onde blu

Il ghiaccio viene tagliato fine fine. Quando è di qualità sembra di mangiare neve, anzi rispetto alla neve è ancora più soffice. La sensazione al palato è gentile e mai di congelamento. Il ghiaccio tocca il palato facendo pressione minima per poi sciogliersi e portare il dolce dello sciroppo e il fresco in tutti i meandri della bocca…mmmh!

Il ghiaccio con cui è fatto il kakigori (dipende dal prezzo, ovviamente) è formato lentamente, privo di aria al suo interno ed è, pertanto, un ghiaccio trasparente come il vetro.


I negozi che vendono kakigori espongono uno stendardo con l’ideogramma “kori” ghiaccio in rosso e onde azzurre.

Friniscono le cicale al caldo sole: un canto assordante


In Giappone, in estate si vive insieme al canto delle cicale. Basta un giardino privato o anche solo un’ aiuola per sentirne il frinire assordante. Anche in Italia ci sono le cicale, ma in Giappone il loro canto lo si sente anche in città.

cicala su un ramo

Al contrario del tintinnio del furin, il canto delle cicale pare aumentare la percezione della potenza dei raggi solari. Tuttavia per i Giapponesi non c’è estate se non ci sono “semi”, come si chiamano le cicale qui in Giappone.

Le cicale entrano perfino nei balconi con grande gioia per i gatti di casa!

Da luglio a settembre si susseguono almeno quattro specie di cicale in una sorta di staffetta canora.
Quelle di luglio sono grandi anche 8 cm hanno un canto semplice mentre quelle di fine estate sono più piccole e hanno un canto più articolato.
È comune d’ estate vedere le spoglie delle cicale lasciate sugli alberi o sull’ erba. I bambini le osservano e con il retino cercano di catturare le cicale vive.

Colori e motivi decorativi che evocano immagini di fresco alla vista.

In estate, la vista di colori e immagini che ricordano il fresco aiutano a sopportare la calura.
È ovvio che le tinte chiare, in particolare le varie gradazioni di celeste, fanno allo scopo.
Fra le fantasie più gettonate negli yukata (indumenti estivi) e dei tenugui (stole di cotone da mettersi attorno al collo per asciugare il sudore) si annoverano tutte quelle piante, animali, frutti, oggetti che caratterizzano l’ estate giapponese: furin, belle di giorno, ortensie, lucciole, fuochi artificiali, fette di anguria e molto di più.

È solo una mia teoria, ma credo che i Giapponesi adattino la loro casa alle quattro stagioni, cambiando tinte, materiali e decorazioni, molto di più spesso che in Italia. Questo gusto del cambio di stagione in casa non è solo dettato da esigenze di vivibilità nella calura dell’estate ma è insito nella cultura giapponese del vivere le stagioni insieme alle stagioni.

2 pensieri riguardo “Vivere l’ estate in Giappone attraverso i cinque sensi

  1. Come e’ piacevole leggere questo post. Incredibile, sembra di percepire la frescura.
    Il kakigori mi ha riportato alla mente il sorbetto tipico siciliano che papà mi illustrava e ne decantava sapore e preparazione. Il ghiaccio più è tritato finemente e più il sorbetto è apprezzato. Addirittura si sostituiva il ghiaccio con la neve che si deposita sul vulcano Etna. Poi lo sciroppo e …..buonooooo e fresco.
    Ascolto il frinire di cicale giapponesi.

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