Ushimado: villaggio di pescatori del mare interno di Seto

Ushimado è un piccolo paese costiero nella regione di Okayama, di cui amo l’atmosfera tranquilla e il profumo di mare. È una parte di Giappone nascosto e lontano dal turismo.

Strada centrale di Ushimado e case scure con yakusugi ban

La strada centrale di Ushimado è nel complesso scura perchè le sue case e i suoi kura sono rivestiti da assi di legno carbonizzato (yakisugi ita), che proteggono i muri dalle intemperie e dalla salinità. Le case sono quasi tutte a due piani e molte di esse appartennero a mercanti e costruttori di navi.
Doveva esserci tanta gente su questa strada nei periodi Muromachi (1336-1573) e Edo (1603–1868).

Allora, il porto di Ushimado era un porto di marea, shio-minato, come si dice in giapponese. Le navi vi prendevano riparo evitando la bassa marea e aspettavano che arrivassero l’alta marea e il vento per salpare nuovamente.

Negozio retrò e kura sulla strada di Ushimado

Fino al sedicesimo secolo, Ushimado prosperò come porto sulla rotta del traffico commerciale interno e internazionale e quando, nel periodo Edo, il Giappone chiuse la proprie frontiere ai commerci con l’estero, il porto mantenne la sua importanza grazie allo sviluppo delle rotte navali del mare interno di Seto e alle saline poco distanti.

Un tempo i cantieri navali erano numerosi ma oggi il porto di Ushimado è usato solo per la pesca in quanto la ferrovia si rivelò mezzo più conveniente per la circolazione delle merci.

Lanterna e torii nel porto di Ushimado

Nella città vecchia c’è la lanterna di legno. La trovo bellissima e romantica anche se purtoppo è una ricostruzione.

L’ originale venne distrutta dopo la Restaurazione Meiji (periodo in cui tornato il potere nelle mani dell’ imperatore, ogni retaggio con il passato feudale doveva essere cancellato attraverso la distruzione). È rimasta solo la base di pietre originale.

L’ atmosfera attorno alla lanterna ha sapore di antico con i tanti piccoli templi shintoisti per pregare per un viaggio senza pericoli e per un ritorno.

E poi, ai suoi piedi, loro…I gatti satolli del paese, che ti guardano passare con sguardo sornione…

pozzo e templi votivi a Ushimado Giappone
Pozzo e tempietti votivi

Intorno a Ushimado non scorrono fiumi e l’approvigionamento idrico tramite acquedotto venne implementato solo nel decennio del 1950.
Il paese quindi si è sviluppato attorno a numerosi pozzi, che oggi danno alle strade un aspetto pittoresco.

Purtroppo il deteriorarsi delle condizioni di molte case, ormai disabitate da tanto tempo sta cambiando la fisionomia peculiare del paese.
Ogni volta che mi reco a Ushimado ne manca un pezzo.
I terreni vacanti e le case moderne costruite sulla strada antica tolgono molto al paese. Tuttavia, mantenere le case di un tempo comporta manutenzione continua e costosa. Mi chiedo tuttavia se non ci siano modi di convertire le case vecchie a nuova vita con interventi di finanziamento e tutela.

A dire il vero, esistono due periodi dell’anno in cui le case disabitate di Ushimado si aprono: il 3 marzo in occasione dell’Hina matsuri e fra la fine di agosto e il 9 di settembre in occasione dell’esposizione delle Nochi no Hina.

Ushimado e le missioni diplomatiche dalla Corea in Giappone

Ma soprattutto, Ushimado era meta di passaggio del Joseon Tongsinsa, cioè delle delegazioni diplomatiche e di pace Coreane, che si dirigevano a Kyoto, Osaka e poi a Edo (attuale Tokyo) su richiesta dei vari shogun. Le missioni (composte da 200-500 persone) arrivavano in occasione della morte dello shogun e della nomina del suo successore e hanno una storia molto articolata che qui non dettaglio.

L’ arrivo del Joseon Tongsinsa era un’occasione per conoscere culture diverse e portava a Ushimado tanta gente da fuori villaggio. Ancora oggi a Ushimado si balla una danza che ricalca i costumi e i movimenti della Corea e che si pensa sia stata imparata durante uno dei passaggi del Tongsinsa.

Interno casa tradizionale con alcova e tikonoma blu e tatami e muri marroni

Per oridine dello shogun, le delegazioni coreane venivano ospitate in grande stile e a proprie spese degli amministratori, monaci e elite locali.

A Ushimado furono costruiti pozzi e alloggiamenti come Ochaya (che vedete nelle foto).

Ho avuto la fortuna di visitare Ochaya in una giornata di sole, quando mare e cielo avevano colori meravigliosi. Li stessi colori sono riflessi nella tinta dei muri nello washitsu.
Oggi Ochaya è restaurata, ha interni molto ariosi e un’ atmosfera molto piacevole. Ospita mostre ed esibizioni.

Ushimado jinja

Fra i numerosi templi di Ushimado, tutti degni di nota, mi soffermo su Ushimado jinja, il tempio shintoista di Ushimado, che trovo molto suggestivo e particolare.

Lanterne di carta e vecchie tavole votive in legno al tempio di Ushimado

Il suo torii bianco è praticamente sulla spiaggia e da lì si sale sulla collina all’ombra di aceri verdi, anzi, verdissimi. L’edificio anteriore del tempio è particolare per le sue numerose lanterne di carta che fanno da cornice altrettanto numerose tavole votive centenarie e ormai sbiadite dal tempo.
Accanto ad esse troviamo fotografie di eventi e gruppi di persone, ventilatori, cuscini, paraventi e altri oggetti moderni alla rinfusa, segno che il tempio vive ancora e felice commistione di presente e passato.

Dietro all’edificio anteriore c’è il cuore del tempio con statue di pietra e una staccionata di pilastri in pietra con scolpiti i simboli dei costruttori di navi che ne fecero donazione nel periodo Edo.

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