Viaggio nel Giappone nascosto: il villaggio di Ushimado, sulla costa del mare interno di Seto

Ushimado è un piccolo paese sulla costa del mare interno di Seto e fa parte di quel Giappone nascosto e lontano dal turismo di massa. Ne amo l’atmosfera tranquilla e il profumo di mare.

Strada centrale di Ushimado e case scure con yakusugi ban

Il quartiere storico di Ushimado è costituito da una strada centrale nel complesso scura perchè le case che la fiancheggiano e i suoi kura sono rivestiti da assi di legno carbonizzato (yakisugi ita) per proteggere i muri dalle intemperie e dalla salinità. Le case sono quasi tutte a due piani e molte di esse appartennero a mercanti e antichi costruttori di navi.
Doveva esserci tanta gente su questa strada nei secoli passati.

Dal tredicesimo al diciannovesimo secolo, il porto di Ushimado fu un importante “porto di marea” sul mare interno del Giappone.
Le navi vi prendevano riparo evitando la bassa marea e aspettavano che arrivassero l’alta marea e le correnti favorevoli per salpare nuovamente. Inoltre, a Ushimado vi erano cantieri navali numerosi e rinomati e le navi si fermavano per riparazioni.

Negozio retrò e kura sulla strada di Ushimado

Le navi che riparavano nel porto di Ushimado prima che il Giappone chiudesse le frontiere ai commerci con l’estero erano quelle che navigavano le grandi rotte del traffico commerciale internazionale. Poi, quando il Giappone chiuse la proprie frontiere, Ushimado mantenne la sua importanza grazie allo sviluppo delle rotte navali nazionali e alle saline poco distanti.

Ushimado perse la sua importanza e traffico navale quando la rete ferroviaria coprì il Giappone rivelandosi mezzo più conveniente per la circolazione delle merci.

Lanterna e torii nel porto di Ushimado

Nella città vecchia c’è la lanterna di legno. La trovo bellissima e romantica anche se purtroppo è una ricostruzione.

L’ originale venne distrutta dopo la Restaurazione Meiji (periodo in cui tornato il potere nelle mani dell’ imperatore, ogni retaggio con il passato feudale doveva essere cancellato attraverso la distruzione). È rimasta solo la base di pietre originale.

L’ atmosfera attorno alla lanterna ha sapore di antico con i tanti piccoli templi shintoisti per pregare per un viaggio senza pericoli e per un ritorno.

E poi, ai suoi piedi, loro…I gatti satolli del paese, che ti guardano passare con sguardo sornione…

pozzo e templi votivi a Ushimado Giappone
Pozzo e tempietti votivi

Intorno a Ushimado non scorrono fiumi e l’approvigionamento idrico tramite acquedotto venne implementato solo nel decennio del 1950.
Il paese quindi si è sviluppato attorno a numerosi pozzi, che oggi danno alle strade un aspetto pittoresco.

Purtroppo il deteriorarsi delle condizioni di molte case, ormai disabitate da tanto tempo sta cambiando la fisionomia peculiare del paese.
Ogni volta che mi reco a Ushimado ne manca un pezzo.
I terreni vacanti e le case moderne costruite sulla strada antica tolgono molto al paese. Tuttavia, mantenere le case di un tempo comporta manutenzione continua e costosa. Mi chiedo tuttavia se non ci siano modi di convertire le case vecchie a nuova vita con interventi di finanziamento e tutela.

A dire il vero, esistono due periodi dell’anno in cui le case disabitate di Ushimado si aprono: il 3 marzo in occasione dell’Hina matsuri e fra la fine di agosto e il 9 di settembre in occasione dell’esposizione delle Nochi no Hina.

Ushimado e le missioni diplomatiche della Corea in Giappone

Ushimado era importante meta di passaggio del Joseon Tongsinsa, cioè delle delegazioni diplomatiche e di pace Coreane, che si dirigevano a Kyoto, Osaka e poi a Edo (attuale Tokyo) su invito dei vari shogun. Le missioni iniziarono nel periodo Muromachi (1336 -1573) ed erano composte da 200-500 persone. Nel periodo Edo arrivavano in occasione della morte dello shogun e della nomina del suo successore e hanno una storia molto articolata che qui non dettaglio.

L’arrivo del Joseon Tongsinsa era un’occasione per conoscere culture diverse e portava a Ushimado tanta gente da fuori villaggio. Ancora oggi a Ushimado si balla una danza che ricalca i costumi e i movimenti della Corea e che si pensa sia stata imparata durante uno dei passaggi del Tongsinsa.

Interno casa tradizionale con alcova e tikonoma blu e tatami e muri marroni
Washitsu di ochaya

Per ordine dello shogun, le delegazioni coreane venivano ospitate in grande stile e a spese degli amministratori, monaci e elite locali.

A Ushimado furono costruiti alloggiamenti per le delegazioni coreane fra cui Ochaya (che vedete nelle foto).

Ho avuto la fortuna di visitare Ochaya in una giornata di sole, quando mare e cielo avevano colori meravigliosi.
Gli stessi colori sono riflessi nella tinta dei muri dello washitsu.
Oggi Ochaya è restaurata, ha interni molto ariosi e un’ atmosfera molto piacevole. Ospita mostre ed esibizioni.

Il tempio shintoista di Ushimado: Ushimado jinja

Fra i numerosi templi di Ushimado, tutti degni di nota, mi soffermo su Ushimado jinja, il tempio shintoista di Ushimado, che trovo molto suggestivo e particolare.

Lanterne di carta e vecchie tavole votive in legno al tempio di Ushimado

Il suo torii bianco è praticamente sulla spiaggia e da lì si sale sulla collina all’ombra di aceri verdi, anzi, verdissimi.
Dal gazebo a mezza strada si gode della vista del mare interno di Seto e delle sue numerose isole.
L’edificio anteriore del tempio di Ushimado è particolare per le sue numerose lanterne di carta che fanno da cornice altrettanto numerose tavole votive centenarie e ormai sbiadite dal tempo.
Accanto ad esse troviamo fotografie di eventi e gruppi di persone, ventilatori, cuscini, paraventi e altri oggetti moderni alla rinfusa, segno che il tempio vive ancora e felice commistione di presente e passato.

Dietro all’edificio anteriore c’è il cuore del tempio con statue di pietra e una staccionata di pilastri in pietra con scolpiti i simboli dei costruttori di navi che ne fecero donazione nel periodo Edo.

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