Uchiko: due secoli di storia nel cuore dello Shikoku

Uchiko si trova nella regione di Ehime (isola Shikoku) ed è una cittadina tranquilla e con l’aria che profuma del verde dei boschi secolari che la circondano. Essendo un po’ fuori mano, è una delle mete ideali per chi vuole visitare il Giappone poco turistico.

Il centro storico di Uchiko (Yōkaichi Gokoku) è registrato come patrimonio architettonico e culturale nazionale ed è un vero gioiello.
Quando lo visitai rimasi a bocca aperta nel vedere la ricchezza e il perfetto stato di conservazione delle case, che fiancheggiano la strada principale. 

La maggior parte delle case della città di Uchiko fu costruita fra la seconda metà del 1800 e i primi anni del novecento e appartenne a mercanti e uomini di affari, che in quel periodo si arricchirono grazie alla produzione e al commercio della carta e della cera.
La case sono intonacate con calce bianca e terra locale dall’aspetto giallo e questa combinazione di colori relativamente chiari dona alla strada storica un aspetto ampio e luminoso.

case antiche allineate sulla strada storica di Uchiko

Passeggiando per Uchiko, ho avuto da duplice impressione di camminare nel Giappone del periodo Edo (1603-1868) e di vivere il presente attraverso i negozi locali aperti e la gente intenta alle proprie faccende quotidiane. Ho avuto la piacevole percezione che la città non sia ridotta a un mero museo del suo passato illustre. 

Un’ eredità di cera bianca

Nella seconda metà del periodo Edo, Uchiko era un centro molto famoso per la produzione della cera e della carta.

La cera giapponese si estrae dalle bacche di una pianta, toxicodendron succedaneum, che in giapponese si chiama hase. Dalle bacche della pianta si estraeva un olio dal quale si otteneva il prodotto finito dopo un processo molto laborioso. Vediamo nella foto i tre prodotti: originale, intermedio e finale.

La cera di Uchiko era preziosa in quanto non era di colore giallo-marrone ma estremamente bianca grazie a un metodo di sbiancamento speciale messo a punto nel 19esimo secolo dal signor Honhaga: un mastro ceraio di Uchiko.
La cera di Uchiko era la cera bianca per antonomasia e pertanto era apprezzata e commerciata in tutto il Giappone e anche all’estero. Fu una ricchezza infinita ma tale ricchezza declinò quando nei primi anni del 1920 venne introdotta la paraffina, altrettanto bianca ma meno costosa. Nel 1924 la produzione della cera bianca di Uchiko cessò.

Rimangono, in tutto il loro splendore, la residenza della famiglia Honhaga con le sue decorazioni estremamente ricche (Direi una delle case dagli esterni più raffinati che abbia mai visto) e la residenza della famiglia Kamihaga (che iniziò il business della cera nel 1861 sotto la famiglia Honhaga con cui era legata da vincoli di parentela), visitabile al suo interno.

Retro della casa Kamihaga produttore di cera con muri gialli e namako
La casa Kamihaga vista dalle officine di lavorazione della cera

La residenza Kamihaga è l’unica in Giappone a mantenere intatti i luoghi della produzione della cera dove lavoravano circa venti persone. Altri produttori di cera hanno smantellato gli stabilimenti in quanto essi erano ospitati nel retro delle proprie dimore. Quindi una volta terminato il business, il terreno è stato venduto o riutilizzato.

Pozzo e edificio in legno per produzione della cera a Uchiko
Casa Kamihaga: officina per la lavorazione della cera

La residenza Kamihaga, inoltre, ospita un museo dove si possono vedere filmati della produzione della cera artigianale e del trattamento dei flocculati di cera bianca, chiamati “fiori di cera” oltre agli strumenti del mestiere e a ricostruzioni.

Tuttavia, la vita della cera e delle candele non è ancora del tutto terminata!

Il signor Omori e suo figlio, ultima famiglia di maestri cerai, producono da otto generazioni cera e candele artigianali mantenendone immutata la tecnica di produzione.

Visita all’ atelier del maEstro ceraio Omori

Mastro Omori Artigiano posa cera liquida sulle candele al lume di una fiamma

La famiglia Omori produce candele giapponesi tradizionali da duecento anni. Ho visitato l’ atelier artigianale Omori il cui aspetto minimale esalta le linee pulite delle candele allineate sugli scaffali.
Dietro a una vetrata, al lume di candela e sotto la luce gialla di una lampadina, il maestro Omori stava lavorando con attenzione e le sue mani esperte avvolgevano la cera sciolta sopra alle candele in formazione e l’atmosfera dell’ atelier era quasi sacrale.

La signora Omori, al banco, mi ha spiegato le caratteristiche eccezionali delle candele tradizionali del Giappone, che dipendono dallo stoppino il quale:

  • essendo cilindrico risucchia l’aria dal basso e la veicola verso l’alto, acconsentendo una combustione ottimale.
  • essendo di washi e cotone assorbe la cera sciolta impedendo alla candela di cambiare forma.
  • essendo di giunco arrotolato non si consuma. Pertanto la fiamma aumenta di altezza con il tempo e occorre tagliare lo stoppino regolarmente con delle pinzette apposite.

La signora Omori mi ha raccontato queste cose con amore e con il sorriso di chi trova nella gioia di spiegare l’ arte delle candele tradizionali, il significato più profondo dell’ esistenza del negozio.

Uchiko non è solo cera e candele

Passeggiando per il quartiere storico Yokaichi-Gokoku

Arrivati nel centro storico di Uchiko c’è tanto da ammirare.

case tipiche del Giappone a due piani con koshi, namako e mushikomado
Case antiche del periodo Meiji con ampi mushikomado e namako

Le case della città di Uchiko sono di varie epoche. Le case con il secondo piano alto e mushikomado (la finestra con la grata intonacata) ampi sono dei primi del 1900 (periodo Meiji). Altre hanno il secondo piano basso e mushikomado piccoli e sono più antiche.

casa del periodo Edo con mushikomado piccole
Casa Omura costruita fra il 1789 e il 1801

Le case di Uchiko sono piene di piccoli particolari: La base dei muri e la parte sottostante le finestre sono protette da namako, come visto nel post relativo ai kura, e molte case hanno annesse delle panchine pieghevoli che servivano per sedersi o come piano per vendere della merce (cercale fra le fotografie!).

I koshi (le liste di legno che coprono le finestre e le porte) e i degoshi (koshi che si protraggono all’esterno) e sono colorati di bengara (ossido di ferro).

negozio tipico del Giappone con noren all'entrata e prodotti artigianali esposti

I negozi hanno un aspetto antico esaltato dai loro noren (tendine a mezza altezza) marroni, fra questi il negozio di cestini di bambù.

Vicino al negozio di candele artigianali del maestro Omori c’è un negozio dall’ aspetto molto curioso, con posters e punnlicità retrò…

È il negozio Mori-Bun con i suoi annessi. Il negozio è attivo dal 1893 e produce uova sotto aceto e bevande fatte con uovo fermentato in aceto di riso o papaya. Vende anche miso e altri prodotti fermentati. Peccato fosse chiuso al momento della mia visita!

Facciata di negozio con insegna circolare del periodo Showa
Il negozio Mori-bun

UCHIKO NEL PERIODO TAISHO

Le cose, che ho visto a Uchiko non si fermano alle case del centro storico ma si protraggono oltre, in un altro quartiere della città. Qui incontriamo una storia più recente e cioè quella di Uchiko del periodo Taisho (1912-1926).

Facciata del teatro kabuki di Uchiko con posters appesi

Il teatro per kabuki in legno (Uchiko-za) costruito nel 1916. È ancora funzionante grazie all’amore dei cittadini di Uchiko, che lo salvarono dalla demolizione ormai pianificata. Finito di restaurare nel 1985 ospita occasionalmente spettacoli di kabuki, bunraku e rakugo (glossario alla fine del post). 

All’esterno i suoi muri bianchi contrastano con i colori sgargianti delle bandiere e dei poster raffiguranti attori di kabuki.

Interno del teatro kabuki di Uchiko con platea e galleria in legno e il tipico sfondo con pino disegnato
Interno del teatro kabuki di Uchiko. Si nota la piattaforma girevole intagliata sul palco in legno

Al suo interno seicento persone trovano posto sugli zabuton (cuscini) posati nella platea (uno zabuton per quadrato), costruita in leggera pendenza, o in doppia galleria. Sul palco la cortina con il classico albero di pino accentua l’aspetto austero dell’edificio.

Se penso che doveva essere demolito mi viene la pelle d’oca.

l meccanismi per manovrare i cambi di scena e le comparse improvvise degli attori (carrucole, piattaforme rotanti e di elevazione) possono essere visitati nei sotterranei. Un tempo manovrati a mano sono ora azionati maccanicamente.

Interno farmacia d'epoca con armadi pieni di bottiglie e pacchi di medicinali e manichino venditore

Vicino al teatro vi è un’ altra chicca di Uchiko: la casa del farmacista Sano e il suo negozio dei primi del novecento (1912) ora trasformata nel museo del business e stile di vita.

Di questa casa visitabile al suo interno ho apprezzato molto le stanze in cui venivano conservate le polveri delle medicine. Ho imparato che le polveri venivano trasportate in casse di legno protette da stuoie in paglia.

Casse di medicinali rivestite di paglia

La casa al suo interno è la tipica casa tradizionale dei mercanti benestanti del Giappone Taisho, con ampie stanze con i tatami e ranma lavorati. Per rendere il tutto reale sono stati messi dei manichini di cera, di effetto discutibile ma che tuttavia riempiono il vuoto e riducono l’immagine irreale che spesso regna nella case visitabili.

Per concludere, Uchiko è una città dello Shikoku poco frequentato, interessante e completa, che strettamente ancorata al presente offre uno scorcio vivido sulla vita del passato.




Glossario:
Bunraku è un’ arte rappresentativa basata sulla manovra di bambole sofisticate accompagnato da suono di shamisien e narrazione.
Rakugo è un’arte di recitazione in cui un narratore racconta una storia in genere divertente o grottesca.

Un pensiero riguardo “Uchiko: due secoli di storia nel cuore dello Shikoku

  1. L’articolo e’ molto interessante. E’ preciso e circostanziato. Riesci a far vivere ciò che descrivi. Sono proprio le tue descrizioni oltre alle fotografie che illustrano l’articolo a trasportarmi in luoghi così lontani. Sarebbe molto utile leggerlo per chi volesse visitare il Giappone.

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