Undokai è un evento di ricreazione sportiva (運動 undō: movimento; 会 kai: evento), che fa parte del curriculum delle scuole giapponesi di qualunque ordine e grado.
Si tiene nel mese di maggio o di ottobre a seconda delle regioni e prevede competizioni sportive, giochi e balli.
Nato come manifestazione sportiva e ostentazione di forza fisica, è oggi una delle attività formative atte a educare all’armonia di gruppo, alla cooperazione e alla leadership.

Proprio perché le festa dello sport è obbligatoria e necessita di spazio, le scuole giapponesi hanno un cortile molto grande che funge anche da centro di supporto ed evacuazione in caso di calamità.
Gare e giochi dell’undokai
Le gare sportive dell’undokai si limitano alla corsa individuale e alla staffetta, il resto sono giochi di squadra.

Gli scolari sono divisi in due squadre rivali: quella dei berretti rossi, aka gumi 赤組 e quella dei berretti bianchi, shiro gumi. Le squadre sono, in genere, più numerose nelle scuole superiori.
La maggior parte dei giochi richiede un lavoro di squadra più che abilità individuali:
tamaire consiste nel fare entrare piccole palle di stoffa dentro a un canestro a fondo chiuso. In questo gioco è importante il ruolo del bambino con buona mira ma anche quello di chi raccoglie le palle e le dà ai compagni;

nel gioco della grande palla occorre gentilezza nel passare la palla al compagno, altrimenti lo si sbilancia;
per correre in coppia con la gamba destra legata a quella sinistra del compagno occorre affiatamento e coordinazione.

Un gioco molto amato è kibasen, in cui i ragazzi, seduti sulle spalle di un compagno, devono rubarsi il cappello.


Fra le performance di ginnastica gli scolari più grandi fanno kumitaisō, le piramidi umane.
Un tempo venivano fatte piramidi a molti piani, ma ora sono a quattro piani al massimo per ragioni di sicurezza.
Il significato educativo delle gare dell’undokai
La festa dello sport delle scuole del Giappone, attraverso i giochi di squadra, nutre lo spirito di cooperazione e l’unità di gruppo.
Si gareggia per raggiungere un risultato tutti insieme accettando la debolezza e i pasticci di alcuni compagni;
insegna ad impegnarsi per creare qualcosa tutti insieme e la felicità di mostrare agli spettatori il frutto di un lungo processo di preparazione.
La preparazione dell’undokai necessita mesi di prove per imparare i balli, danzare in sincronia, garantire un flusso continuo all’evento dal programma corposo.
Rafforza inoltre il legame fra scuola ragazzi e genitori.
L’undokai delle scuole dell’obbligo è un evento a cui i genitori assistono, fanno il tifo tutti insieme, parlano con altri genitori e durante le pause con i compagni dei figli.
In sintesi, l’undokai rafforza la percezione del minna (tutti) cioè il senso di appartenenza a una comunità insieme a cui si crea e si coopera, e verso cui si è responsabili.
Minna de (tutti insieme) si danza in sincronia, si fanno le piramidi umane, la pluralità diventa cosa unica, il singolo diventa tutti.
Ad eccezione delle scuole elementari, in cui l’evento è organizzato dagli insegnanti, undokai è organizzato completamente dai ragazzi.
È quindi anche occasione per nutrire le capacità organizzative di gruppo e individuali.
Un tempo la festa dello sport non era per i bambini nè per le donne
In realtà undokai non è nato come una festa per bambini, ma all’interno dell’Accademia navale del Giappone, nel 1874, sulla falsariga del giorno dello sport Britannico.
Siamo all’inizio del periodo Meiji, in cui lo stile d’educazione di tipo occidentale si diffonde nel Giappone.
Dieci anni più tardi, il Ministro dell’educazione Mori Arinori vide in questo evento una mezzo per rafforzare il vigore fisico e incutere sentimenti di appartenenza estesi al nazionalismo. Allora l’undokai era pura prestazione fisica.
Oggi l’evento ha completamente perso il carattere militaristico.
La partecipazione del sesso femminile all’undokai non è sempre stata scontata anche quando, nel 1889, venne emanata una legge che obbligava ogni regione ad avere una scuola media per ragazze.
Allora la presenza delle ragazze nelle scuole aumentò improvvidamente e l’educazione fisica divenne parte del loro curriculum scolastico, con la sola mira di rendere forti e sane le future madri.
L’a festa dello sport delle scuole allora era inteso come preparazione ad un impegno militare pertanto esulava dal proposito sociale dell’educazione fisica alle ragazze. La ginnastica poco dolce dell’undokai, inoltre, non si addiceva al concetto di grazia femminile dell’epoca.
A impedire l’undokai al sesso femminile non era solo un fattore socio-culturale ma altri due fattori:
la scarsità d’insegnanti donna nel periodo Meiji;
l’uso del kimono che rendeva difficile la ginnastica delle donne.
Nonostante, nel 1903 Akuri Inoguchi, un insegnante che andò negli Stati Uniti a studiare educazione fisica, propose al suo ritorno l’uniforme da ginnastica con i pantaloni larghi stretti alla caviglia, occorrerà aspettare il 1920 perché le donne vestano abiti occidentali nelle ore di ginnastica in tutto il Giappone.
L’undokai di Nicoletta (io)
Anni fa , scrissi queste righe dopo avere visto l’undokai alla scuola elementare di mio figlio.
Nel cortile della scuola, cerco con gli occhi il tuo piccolo cappello rosso fra i tanti dello stesso colore.
ll cortile è uno sterrato immenso agli occhi di noi adulti, figuriamoci ai vostri, che siete così piccoli.
Lo hai aspettato a lungo questo giorno e finalmente le allegre note della musica d’inizio riempiono l’aria.
È il vostro undokai , ma diciamolo francamente, anche il nostro. L’ undokai di noi genitori, che faremo il tifo, batteremo le mani, e ci accorgeremo di quanto siete cresciuti.
In un tentativo di fermare per sempre questo momento di felicità, renderemo eterni il rosso e il bianco che volano in cielo, con video e fotografie, e voi…
Voi che, orgogliosi, ci fate vedere cosa già sapete fare.
Voi, adulti del futuro con le guance accaldate, rosso fiamma.
L’undokai per noi genitori è un occasione per vedere i nostri figli in un contesto diverso da quello dell’ambito famigliare, e accorgerci come il tempo lavori silenzioso per rivelarsi all’improvviso.

Tutti gli anni, guardando mio figlio correre insieme ai compagni, fare il tifo per loro, preoccuparsi per la compagna con la gamba ingessata o per il compagno caduto, lo scorgevo sotto una luce nuova, comprendevo una parte di lui che non emergeva a casa.
Mi rendevo conto di quanto fosse cresciuto confrontandolo con i compagni più piccoli e quanta strada avesse ancora da camminare rispetto agli scolari delle classi superiori.
Soprattutto, mi rendevo conto di ciò che è ovvio ma che spesso dimentico: che ogni periodo è unico e non torna mai più.
Forse per questo feci un sacco di foto.
Fonti bibliografiche sulla storia dell’undokai:
Allan Guttman e Lee Thomson Japanese Sports: A history. University of Hawai’ i Press Honolulu

