Katsuyama: la città dei noren fra le foreste di Okayama

Incassata fra boschi di conifere, nella zona settentrionale della regione di Okayama, Katsuyama è sicuramente una destinazione per coloro che amano visitare il Giappone lontano dai circuiti turistici classici.
Il suo fiume dalla corrente placida, il verde che la circonda e la sua strada storica fanno di questo luogo uno dei luoghi più belli di Okayama e una meta ideale per passare una giornata piacevole e tranquilla.

Nel periodo Edo (1603-1868), Katsuyama si estendeva attorno a un castello che ora non esiste più, era un importante porto fluviale e tappa di riposo per viandanti, pellegrini e daimyo, che percorrevano la Izumo kaido (una via che univa l’attuale regione di Tottori sul mare del Giappone alla regione Hyogo sul mare interno di Seto per poi innerstarsi sulla grande strada per Edo).

case su argine di pietra e fiume
Argine antico del fiume Asahi e attracco delle barche Takasebune

Allora, il fiume Asahi era largo e navigabile. Le merci, portate a piedi attraverso la Izumo Kaido, partivano da Katsuyama dirette a Okayama con barche a fondo piatto dette Takasebune.
Da Okayama le barche risalivano il fiume portando sale e altri beni di consumo. I punti d’ attracco di takasebune sull’argine di pietra del fiume sono ancora visibili.

Del periodo Edo rimangono la strada principale, oggi patrimonio storico sotto tutela, la splendida casa del Samurai Watanabe, che abbiamo già visitato, molteplici templi, che visiteremo in un altro post e l’argine del fiume.

Una passeggiata lungo la strada antica di Katsuyama

strada con case tradizionali del Giappone e noren

Nel centro storico di Katsuyama c’è molto da vedere. Basta guardare qua e là per scoprire tanti particolari minuziosi.
La sua strada antica è un coacervato di elementi dell’architettura tradizionale del Giappone.
Le case intonacate di bianco con la calce danno alla strada un aspetto luminoso, i muri impreziositi da namako e le finestre coperte da koshi stretti e scuri, spiccano creando movimento e profondità. Le tegole dei tetti formano movimenti a onda e giochi complicati.

Kura e case tradizionali giapponesi intonacate con calce e namako
La fabbrica di saké con il kura e i negozi

A un estremo della strada storica di Katsuyama, i due lati della via sono occupati da una fabbrica di sake in esercizio dal 1804 e dai suoi negozi. Spicca il kura caratterizzato da finestre particolarmente decorate.
Guardandolo mi viene da pensare alla differenza fra questo kura e l’ eleganza sobria della casa del Samurai di Katsuyama.

I caffè lungo la strada sono semplici e puliti e il negozio di oggetti antichi ci porta nel passato con le sue kama di metallo e tsubo per contenere la salsa di soia. Il suo noren a tema, frutto dell’ arte tessile della signora Kano (ne parliamo dopo) si fonde con gli oggetti esposti. Sapete cosa sono quei due oggetti di ceramica scura con un buco? Troverete la risposta alla fine del post.

Il museo della città ci parla del suo daimyo Miura, del samurai Watanbe, di takasebune e dello scrittore Tanizaki Junichiro, che nel 1945 soggiornò nel paese e scrisse ispirato da Katsuyama la sua opera Sasameyuki.

A differenza di altre strade dei centri storici, la strada di Katsuyama non offre solo un’ atmosfera nostalgica e la sensazione di essere immersi nel passato, ma dona anche la chiara consapevolezza di vivere il presente attraverso i tanti segni di quotidianità e di “presenza” che i suoi abitanti mostrano. Come gli animali di carta fatti da un signore anziano, i disegni graziosi dei secchi di legno che adornano il pozzo, le lanterne fatte con le lattine della birra, le zucche appese sotto la tettoia per l’ auto.

Durante i giorni feriali la strada è piena di attività attestata da macchine parcheggiate, gente che entra e esce dalle case e dai negozi con scatole piene di chissà cosa.
Ma a offrire colore, personalità e modernità alla strada antica di Katsuyama sono soprattutto i noren d’autore dell’ artista Yuko Kano, residente nella città.

I colori dei noren di Katsuyama sono i colori della gente

Passeggiando nel centro storico di Katsuyama, la nostra vista è attratta dai noren che fanno ombra all’entrata dei negozi e delle case private e che voi avrete già notato nelle foto del post.
Sono l’opera della signora Yoko Kano, tessitrice e professionista nell’arte dello shibori e della tintura. Con i loro colori vivaci e disegni peculiari danno un tocco di allegria e fanno da elemento di giunzione fra presente e passato sottolineandone la continuità.

I noren di Katsuyama pur essendo molto appariscenti non sono mai fuori tono e hanno aiutato la città a rinascere quale meta del turismo interno.
La signora Kano, attraverso una modificazione della tecnica dello shibori da lei sviluppata, riesce a creare disegni molto precisi e complicati.

Noren giapponese azzurro visto in trasparenza

La creazione dei noren sono frutto della collaborazione dell’artista con la popolazione locale e i loro soggetti riflettono il tipo di esercizio privato o pubblico (fra i noren delle foto, quelli dell’ufficio postale e del negozio di zori) o gli hobbies, gusti e pensieri del padrone di casa.

I noren vengono sostituiti al cambio di stagione

Mi piace vedere i noren di Katsuyama ondeggiare quando c’è vento e mi piace pure passeggiare fra lo spazio creato fra essi e le porte delle case. Vedere la città attraverso la trama del loro tessuto come si vede il panorama attraverso i sudare (stuoie di giunco) appesi alle finestre è come entrare in una dimensione diversa, più personale.

Curiosamente l’unico noren poco colorato è proprio quello dello Studio Hinoki, l’atelier negozio della signora Kano: un cerchio su sfondo kaki. Niente di più minimale, niente di più essenziale poteva esistere.

facciata casa tradizionale con koshi in legno e noren con cerchio bianco su sfondo marrone

Ma questo noren, con il suo aspetto bicromatico, ci introduce ai colori dell’atelier dove le travi di legno e i muri di argilla e paglia formano un gioco di forme semplici.

Il noren dello Studio Hinoki, semplice ed elegante si mostra e nel contempo si plasma con l’architettura tradizionale della facciata.

Gli oggetti scuri con il buco sono dei piccoli braceri dove si metteva il carbone. Questi braceri venivano messi sotto il kotatsu, quando non era elettrico come adesso. Il Kotatsu è un tavolo coperto da una trapunta. Seduti sui tatami si infilano i piedi sotto alla coperta e si sta al caldo.

Uchiko: due secoli di storia nel cuore dello Shikoku

Uchiko si trova nella regione di Ehime (isola Shikoku) ed è una cittadina tranquilla e con l’aria che profuma del verde dei boschi secolari che la circondano. Essendo un po’ fuori mano, è una delle mete ideali per chi vuole visitare il Giappone poco turistico.

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